ABBAZIA OLIVETANA SVELATA: L'APPARTAMENTO DELL'ABATE

Evento a contributo minimo aperto a tutti

DOVE

ABBAZIA BENEDETTINA DI RODENGO DEI SANTI NICOLA E PAOLO VI
via Brescia, 83

QUANDO

25/10/2026

CON CHI

GRUPPO FAI DI SEBINO E FRANCIACORTA

COME

EVENTO IN PRESENZA

Le prenotazioni per questo evento sono chiuse
Posti Esauriti

Cosa faremo

L'Abbazia Olivetana dei Santi Nicola e Paolo VI sorge a Rodengo Saiano, nel cuore della Franciacorta. Immersa nel verde, gode di una posizione privilegiata da cui è possibile ammirare interamente le colline circostanti ed è costituita dalla chiesa rinascimentale e da tre chiostri quattro-cinquecenteschi.

La fondazione risale all'XI secolo: la prima menzione del monastero cluniacense di San Pietro, sito all'interno del castello vecchio di Rodengo, è del 1085; l'intitolazione a San Nicola di Bari subentrò alcuni anni dopo. L'abbazia crebbe grazie a donazioni e alla bonifica e coltivazione delle terre circostanti, ma affrontò poi un periodo di declino che durò fino al 1446, quando il complesso fu affidato dal Papa ai Monaci olivetani che lo ristrutturarono a partire dal1478 e che vi rimasero fino alla soppressione napoleonica del 1797. Nel 1969, grazie all'intervento di papa Paolo VI, gli olivetani vi fecero ritorno e dal 2019, come segno di riconoscenza, è dedicata ai Santi Nicola e Paolo VI.

Al termine di un viale alberato si staglia la chiesa quattrocentesca accanto alla quale si sviluppa il complesso monastico organizzato intorno ai tre chiostri: attorno al primo, il Chiostro della Porta, erano disposti ambienti dedicati alle attività economiche e amministrative; sul secondo, il Chiostro grande, affacciavano la foresteria, l'infermeria, il refettorio e alcune sale di servizio; mentre sul terzo, il principale, detto il Chiostro della cisterna, si trovavano la sala capitolare, oggi utilizzata come cappella, e la sacrestia. Al primo piano le stanze affrescate e la biblioteca costituivano gli appartamenti dell'abate, mentre le celle dei monaci sono disposte su una lunga galleria, impreziosita da due trifore, di cui una a trompe l'oeil. L'abbazia è rinomata per conservare diverse opere pregevoli, come alcuni raffinati intarsi lignei quattro-cinquecenteschi e affreschi di alcuni dei più celebri artisti bresciani, quali Girolamo Romanino, Lattanzio Gambara, Pietro Marone, Francesco Giugno.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE VISITE?

In occasione delle visite sarà possibile scoprire la storia, l'arte e l'architettura dell'abbazia olivetana attraverso un percorso esclusivo per il FAI. Questo percorso ad hoc prevede l'eccezionale visita del primo piano dell'abbazia, dove si potranno ammirare l'appartamento dell'Abate e la lunga galleria su cui si affacciano le celle dei monaci, illuminata a sud da un'imponente trifora cui corrisponde a nord una simile dipinta a trompe l'oeil. L'appartamento dell'Abate comprende la saletta detta "di Tobia" che conserva un interessante soffitto a cassettoni lignei e affreschi seicenteschi attribuiti a Francesco Giugno raffiguranti soggetti religiosi e la saletta "di Jefte”, interamente decorata con figure allegoriche e scene attinenti alle Virtù e al sacrificio della figlia di Jefte, opere attribuite a Francesco Giugno e Tommaso Sandrini.

Da ricordare

Due turni di visita: ore 15 e 16. Prenotazione obbligatoria.

Contributo minimo a partire da 10€ per iscritti FAI e 13€ per non iscritti.